RADIOGAME

Nato a fine luglio del 2007, RADIOGAME nasce dall’idea di realizzare un programma che parli della storia del videogioco senza dover ricorrere a del materiale visivo.

Il fascino prodotto dalle colonne musicali dei videogames ha ispirato una trasmissione che ha l’obiettivo di raccontare i titoli più significativi di tutte le epoche videoludiche attraverso i brani di sottofondo, spesso trascurati o ignorati, ma fondamentali per creare il feeling di gioco.

Dopo l’episodio pilota, vengono pubblicati altri cinque episodi sul blog ospitato da Splinder www.radiogame.splinder.com, a cui si aggiungono due puntate speciali che contengono le richieste degli ascoltatori, e alcune esibizioni dal vivo come ospite ai principali eventi dedicati alla cultura videoludica in Italia.

RADIOGAME diventa inoltre disponibile come podcast su Itunes.

A ottobre 2008 l’autore è costretto a sospendere il programma per cause di forza maggiore.

Dopo quasi due anni di inattività, RADIOGAME torna su un nuovo portale ma con lo stesso format radiofonico che Matteo Bittanti ha definito “un must”.

Mario “AIO” Morandi

Mario Morandi è l’autore e conduttore di RADIOGAME.
Negli anni 80 mette le mani sui primi cabinati in sala giochi; nel 1991 arriva tardivamente un NES con Super Mario Bros che segna definitivamente la sua passione per il videogaming.
Nel 1993 inizia a leggere riviste di videogiochi iniziando da Game Power, rivista ormai di culto del settore ideata da Riccardo Albini e redatta da recensori di grande personalità e ricchi di talento letterario, uno su tutti Tiziano “Apecar” Toniutti.

Da sempre interessato a mettere le mani su svariati sistemi, si è sempre rammaricato di aver provato gli home computer Commodore soltanto pochissime volte da compagni di classe che non erano esattamente grandi amici.
Durante il periodo PlayStation cerca di recuperare i migliori titoli usciti per la console, buttando l’occhio quando poteva sul Saturn di un amico e su qualche titolo per Nintendo 64.
In questo periodo conia lo pseudonimo AIO, derivato dalle vocali del suo nome, che utilizza per siglare i suoi fumetti parodistici e per classificarsi nei record in sala giochi.

Nel 1999 si avvicina al mondo della composizione digitale, grazie a software specifico per PlayStation.

Solo nel 2000 possiede il primo PC, di cui però aveva potuto saggiare diversi capolavori dagli amici. Si cominciava da un po’ di tempo a parlare del controverso fenomeno dell’emulazione, del quale l’autore si informa subito testando diversi titoli ormai fuori produzione: siamo agli albori del retrogaming.

Mentre il fratello minore passò presto alla nuova PlayStation2, Mario “AIO” Morandi si mette a recuperare i classici cult per PC. Nel 2004 inizia ad acquistare le console di nuova generazione, e finisce col possedere PS2, XBOX e Gamecube nel giro di poco tempo.

Ciononostante resta la voglia di conoscere, recuperare e anche divulgare i titoli che hanno fatto la storia del videogioco; per caso approda su Retrogamer.it, e resta folgorato da alcune recensioni di titoli per PlayStation dove condivide parola per parola quanto scritto. Non solo, ritrova in quei testi la verve stilistica delle riviste di videogiochi di un tempo, unita a una forza letteraria fuori dal comune.
Inizia così l’alleanza videoludico-letteraria con Luca Abiusi, il webmaster del sito che ha all’attivo oltre un migliaio di recensioni pubblicate.

Nel 2005 riesce a fare l’affare videoludico più riuscito della sua vita, un Dreamcast usato e molto accessoriato con parecchi titoli, alcuni di essi imperdibili.

Nel frattempo partecipa attivamente alle community che a suo parere trattano il videogioco da un punto di vista più culturale che tecnico; dopo un periodo all’interno di The First Place, segue da vicino il progetto Ars Ludica.

La voglia di fare qualcosa in proprio cresce, dal momento che le potenzialità di internet si stanno espandendo a dismisura. Crea così un blog di critica videoludica dai toni quasi accademici, che però dopo qualche articolo cancella dal web.

Nasce poi il blog GAME IS NOW, molto più vitale e vicino alla sua idea di videogioco, nel quale l’autore rievoca i suoi ricordi videoludici e li condivide con il popolo della rete. Da qui sente l’esigenza di dare un nome alla sua attività, come se si trattasse di una casa di produzione virtuale: nasce la AIO Productions. Viene poi a scoprire che AIO è anche l’acronimo di “All-In-One”.

Ma si può fare di più di un semplice blog: forse un programma “televisivo” sulla storia del videogioco richiederebbe troppo tempo e risorse per essere realizzato, così pensa a un programma di tipo radiofonico.
Il progetto fu annunciato sui forum di riferimento, ma passò praticamente inosservato.
Appena fu pubblicato però l’episodio pilota, arrivano commenti molto calorosi da parte dei principali membri delle community di Retrogamer.it e Ars Ludica.

Ci sarebbe molto altro da dire, ma è meglio fermarsi qui: AIO Productions multimedia authoring vi augura buon divertimento.